Musulmani in Europa: integrazione difficile se non impossibile

  La coesistenza tra occidentali ed islamici sembra sempre più difficile. Dopo il caso di Hina, uccisa dal padre e della ragazza pakistana rapita e poi ritrovata, colpevoli entrambe di vivere troppo all`occidentale, si riapre il dibattito sulla possibilità o meno di un` integrazione felice tra le due comunità.

 L`integrazione degli islamici nei paesi europei invece di diventare più naturale con il passare del tempo, diventa sempre più problematica. In nome dell`islamicamente corretto oggi vengono violati concetti occidentali importanti come quello di libertà, tolleranza ed uguaglianza e spesso anche quello della legalità. Lo spunto per questa riflessione è dato dalla recente vicenda della ragazza pakistana rapita dal padre fortemente contrario al suo modo di comportarsi troppo occidentale. Storia che ci riporta alla mente quella ben più tragica della morte di Hina, altra ragazza musulmana uccisa dal padre perché legata sentimentalmente ad un italiano.

Ma senza arrivare a questi casi estremi di incompatibilità tra due religioni, possiamo menzionare che in Gran Bretagna alcuni bambini vengono condannati dai tribunali per comportamenti non conformi all`islamicamente corretto; in Italia nasce la prima piscina per sole donne musulmane; sulle spiagge della Costa Azzurra donne islamiche prendono il sole interamente velate. Nell`Europa occidentale e democratica i musulmani si rinchiudono da soli in ghetti perché si rifiutano di accettare le regole del vivere civile che gestiscono i nostri rapporti. Essi credono di avere difeso i propri diritti quando ottengono dai gestori di una piscina di Bergamo, di proprietà della Diocesi, di riservare tutti i giovedì la struttura alle donne musulmane. E`chiaro che così non si favorisce l`integrazione, ma si rischia di legittimare ghetti. Come anche in Costa Azzurra, nelle spiagge tra Monte-Carlo e Nizza non è raro vedere passeggiare giovani musulmani in costume accompagnati da donne coperte da capo a piedi, che si buttano in acqua così per trovare un po´di refrigerio.

E c`è anche il caso della quattordicenne inglese Codie Stott, denunciata per razzismo dall`insegnante, arrestata dalla polizia, trattenuta in cella, fotografata e schedata con impronte digitali, interrogata per crimini razziali di ordine pubblico, il tutto per aver chiesto di seguire una ricerca scientifica con un altro gruppo di studio, perché in quello che l`insegnante le aveva assegnato c`erano solo ragazze che parlavano urdu. Forse la scuola potrebbe piuttosto preoccuparsi delle alunne che ancora non imparano l`inglese.

La Fourth National Survey of Ethnic Minorities, ha condotto un`indagine che raccoglie dati su attitudini religiose, caratteristiche socio-economiche e luogo di residenza delle minoranze etniche nel Regno Unito. Dalle statistiche emerge l`importanza che i musulmani danno alla religione, come abbiano un livello di vita molto più basso dei non musulmani, un`istruzione assai scarsa, una probabilità più che doppia di essere disoccupati e come vivano in aree segregate, per l`appunto ghetti. É abbastanza scontato che da qui partano gli episodi di criminalità e violenza che contraddistinguono queste minoranze. La velocità di integrazione dei musulmani, poi, è di gran lunga minore rispetto a quella mostrata dagli altri gruppi e il tempo trascorso nel Regno Unito non mostra alcun effetto sostanziale sulla loro capacità di integrarsi. Un dato che sorprende è che più i musulmani sono istruiti, più sono radicati nella loro fede religiosa che li porta a non integrarsi. Non sono quindi solo i meno abbienti che rimangono al margine della società per mancanza di mezzi economici, ma anche e soprattutto coloro che parlano la lingua del posto e vivono in aereo miste, non ghettizzate cioè.

La situazione delle donne musulmane é particolarmente complicata, da una parte rivendicano il diritto di avere parità di diritti e di opportunità con gli uomini, sia a livello sociale, sia famigliare, dall`altra sono completamente sottomesse agli uomini e non hanno nessuna voce in capitolo in quanto alla possibilità di integrarsi nella società che le accoglie. E chi paga il prezzo più alto per questa situazione sono le giovani generazioni ed infatti la storia di Hina e della giovane pakistana ne sono un triste esempio.

 Benedetta Buttiglione Salazar

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