Ministro degli Esteri Europeo: ancora picche per l`Italia

Per la seconda volta dall`inizio della legislatura europea l`Italia si vede portare via un importante incarico istituzionale a Bruxelles.

 Le polemiche non si placano. Cinque giorni dopo la discussa nomina di Catherine Ashton a Ministro degli Esteri europeo, in Italia si leccano ancora le ferite. Eh sì, perché pare che qualcuno avesse veramente creduto alla possibilità di Massimo D´Alema di acchiappare finalmente un incarico importante e di ritornare così trionfalmente sulla scena politica. Ed invece non é stato così ed anche questa volta il nostro caro Massimo si è visto soffiare sotto il naso il bocconcino prelibato, facendo fare all`Italia la solita figura di ultima ruota del carro, ultima tra i potenti, ultima tra quelli che contano.

Ma a onor del vero dobbiamo dire che la figuraccia l`ha fatta più Berlusconi che D`Alema, montando tutta questa messinscena della candidatura del compagno Massimo al posto di Mister Pesc.

Adesso tutti accusano tutti: la vittoria, si sa, ha molti padri, ma la sconfitta é orfana ed improvvisamente non ci si ricorda più di chi fosse stata l`idea di sostenere questa candidatura. Nell`intervista di oggi a Repubblica Schulz accusa Berlusconi di non averlo mai formalmente candidato. Ad essere sinceri dobbiamo riconoscere che Berlusconi aveva a più riprese dichiarato di sostenerlo fino in fondo e di considerarlo un`ottima scelta per l`Europa, però forse si era dimenticato di dirlo anche agli altri capi di stato e di governo dei Ventisette. In ogni caso il problema non é lì. La vera questione é che, visto e considerato che il Presidente dell`Europa doveva essere un popolare espressione di un governo popolare, il Ministro degli Esteri doveva essere un socialista espressione di un governo socialista. Massimo D´Alema é sì un compagno, sostenuto però da un governo di centro-destra e questo probabilmente non é piaciuto ai suoi amichetti europei.

Diciamoci la verità, Schulz non avrebbe mai potuto sostenere davvero il candidato di Berlusconi e regalare così al suo governo una vittoria di questa portata. La candidatura di Massimo D`Alema é stata giocata male in partenza, forse non era neanche da giocare, non si capisce chi ha voluto fare uno sgarbo a chi. Il risultato di tutta questa vicenda é che perdendo il posto di Ministro degli Esteri l`Italia ha fatto una figuraccia, Berlusconi ha visto nuovamente sconfitto il proprio governo -dopo la mancata elezione di Mario Mauro a Presidente del Parlamento Europeo- e Massimo D`Alema ha collezionato un`altra delusione. Ci ricordiamo purtroppo quando nel 2006  gli avevano fatto credere che aveva delle possibilità per essere eletto Presidente della Repubblica. Anche quella volta non fu un bello scherzo. Decisamente non devono amarlo molto,Massimo, i suoi amici. O forse é stato semplicemente sfortunato, l`uomo sbagliato al momento sbagliato, chissà, la storia lo dirà.

Se Berlusconi ha voluto fargli lo sgambetto non si é reso conto però di aver danneggiato anche se stesso e la propria immagine all`estero. Già con Mario Mauro, all`inizio della nuova legislatura europea i giochi sono stati condotti proprio male. Tanto per cominciare la nomina di Presidente del Parlamento Europeo toccava ad uno dei dieci nuovi paesi, con ogni probabilità un paese dell`Est Europa. Era chiaro che non c`era posto questa volta per le grandi potenze occidentali. Era ovvio che, di fronte alla candidatura di un paese come la Polonia, la Germania avrebbe dovuto appoggiarla -per più che note questioni storiche-. Senza poi togliere nulla alla esperienza  e conoscenza delle istituzioni europee dell`amico Mauro, alla sua innata capacità politica e profonda cultura, dobbiamo però dire che il profilo del polacco Buzek era decisamente superiore o semplicemente più adatto a ricoprire questo ruolo. Ricordiamo che Jerzy Buzek é stato Primo Ministro della Polonia e durante la sua presidenza l`ha fatta entrare nella Nato ed ha preparato il paese all`adesione all`Unione Europea. Prima di questo é stato sindacalista di Solidarnosc in maniera clandestina fino al 1989 e dopo ne ha presieduto il Congresso. Insomma, la partita era già vinta in partenza e l`ostinazione di Berlusconi che fino all`ultimo momento non ha permesso che Mario Mauro ritirasse la sua candidatura non ha fatto altro che ricoprire di ridicolo l`Italia e lasciare Mauro a bocca asciutta. Se avesse condotto meglio i giochi, forse avrebbe potuto negoziare qualcosa anche per l`Italia, mentre così ce ne siamo tornati a casa con le pive nel sacco.

Due sconfitte quindi per l`Italia, entrambe ad opera di Berlusconi. Due battaglie perse a prima vista simili, ma in realtà diverse. La prima per orgoglio, per non voler fare un passo indietro, la seconda per non rendersi conto che non toccava a lui, Berlusconi, a capo di un governo di centro-destra, fare il nome del Ministro degli Esteri Europeo. Risultato: perdita di credibilità per l`Italia. Non ci resta che affidarci per il futuro all`operato del nostro Commissario che, pare rimarrà Tajani. La sua candidatura era ovviamente in bilico nel caso fosse stato eletto D`Alema, perché ogni paese membro può avere un solo rappresentante nel “governo” europeo. Fuori D`Alema quindi, dentro Tajani.

 Benedetta Buttiglione Salazar

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