Coppie omosessuali ed adozione: al centro togliamo i genitori e mettiamo il figlio

La questione dell´adozione da parte di omosessuali, single o in coppia, é tornata recentemente alla ribalta con l´approvazione il 10 novembre 2009 di una sentenza da parte di un tribunale amministrativo francese che consente l´adozione di un bambino da parte di una non più giovane signora lesbica.

Il problema non riguarda solamente i nostri cugini d´Oltralpe, visto che il tribunale francese si é trovato costretto a votare positivamente a causa di un´altra sentenza, questa volta della Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, quella che fa capo al Consiglio d´Europa.
Quella che, per intenderci, ha appena proibito di affiggere i crocefissi nelle aule scolastiche.

La bufera non tarderà a scoppiare, l´opinione pubblica si dividerà, se già non si è divisa e fiumi di inchiostro verranno versati per difendere l´una o l´altra posizione: “difendiamo la famiglia tradizionale” o “finalmente giustizia é stata fatta ed anche gay e lesbiche potranno appagare il loro desiderio di paternità e maternità”.

Ma il punto non é questo. Il punto qui non é il desiderio di maternità e paternità di nessuno, il punto qui é il benessere di un bambino, due bambini, milioni di bambini, in Francia, Italia, Europa e nel mondo intero.

Per una volta dovremmo forse smettere di vedere l´adozione dal punto di vista dei potenziali genitori e ricordarci che l´istituzione della pratica adottiva é nata per dare una famiglia a chi sfortunatamente non ce l´ha mai avuta o semplicemente non l´ha più. Cioè al centro togliamo i genitori e mettiamo il figlio.

E qui una riflessione sorge spontanea: chi ha il coraggio di dire che avrebbe preferito avere due madri o due padri piuttosto che uno di ogni genere?
Per quanto bene possiamo volere a nostra madre, per quanto possiamo ammirare ed amare il nostro padre sono sicura che non avremmo mai voluto averli in duplice copia. E non é una battuta: é una chiara, naturale verità.

Un bambino figlio di una ragazza madre crescendo chiederà prima o poi dov´é suo padre e lo farà anche se sua madre non gli ha mai probabilmente parlato di lui. Così come un bambino orfano di madre non tarderà a chiedersi dove sia sparita, anche se non l´ha mai vista nemmeno in foto. É così perché così è l´ordine naturale delle cose, perché così gira il mondo, perché siamo stati creati uomo e donna, padri e madri.

Mi viene difficile credere che un bambino chieda innocentemente dov´é la sua seconda madre e perché lo abbia abbandonato o perché lui abbia un solo padre e non due.

Non c´è niente da fare. Per quanto le lobbying omosessuali insistano per veder riconosciuti quelli che chiamano i loro diritti a sposarsi e ad adottare figli, non riusciranno mai a trasformare le loro unioni in qualcosa di naturale. Di legale sì, di naturale no, mai.

Un figlio viene fuori da una donna e da un uomo, naturalmente, attraverso un atto creatore ed ha diritto a crescere, possibilmente, con coloro che lo hanno messo al mondo. In alternativa ha diritto a crescere in un ambiente il più simile possibile al suo originario.
Ci sono in natura lupacchiotti cresciuti da due lupi maschi? Qualcuno forse sì, ma quanti? Se e quando se ne trovasse uno sicuramente verrebbe pubblicato sul giornale come notizia di colore straordinaria..

Se siamo tutti d´accordo che il benessere del bambino é al centro del dibattito, diventa spontaneo chiedersi perché un orfanello dovrebbe essere adottato da una coppia omosessuale. Ma che ha fatto di male?

Ma perché tutti bambini del mondo hanno diritto a un padre e a una madre e questo poverino no? “A questo due madri”. Ma chi si prende davvero questa responsabilità?
Chi decide che per una bimba di quattro anni sia meglio crescere con due omaccioni barbuti piuttosto che con una madre amorevole e -al limite- un omaccione barbuto marito della madre?

Il tema dell´adozione da parte di omosessuali non é certamente nuovo e diversi studi scientifici sono stati realizzati sull´evoluzione affettiva e psicologica di bambini cresciuti da coppie gay.
É curioso che le associazioni a favore dell´adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso come l´APA (Associazione Psicologica Americana) e l´AAP (Associazione Americana di Pediatria) siano formate da attivisti omosessuali, lesbiche scrittori ed editori di pubblicazioni omosessuali.
Dai pochi studi seri che esistono sul tema emerge che i bambini che crescono con genitori gay hanno uno sviluppo molto diverso da quelli che crescono in famiglie naturali con un padre ed una madre: tra l`altro soffrono molto più spesso di bassa autostima, stress e confusione sull`identità sessuale.

Non dobbiamo scomodare il caro, vecchio Freud per renderci conto che una bambina gioca con le bambole e pasticcia con i trucchi della madre per cercare di imitarla e cominciare così ad assumere coscienza della propria identità femminile. Il bambino osserva suo padre e si chiede se mai sarà grande e forte come lui ed é attratto naturalmente da tutto quello che il padre usa, sia esso il computer o il martello.
Perché, giocando, una figlia si mette le scarpe col tacco della madre ed un figlio gli scarponi del padre? Glielo ha detto qualcuno? No, é l`istinto naturale che si fa avanti.
Sono le identità sessuali che si delineano.
Che identità sessuale si può delineare nella bambina adottata dai due barbuti? Un`identità il più possibile maschile ed un´idea della femminilità come qualcosa da rigettare. Ed ecco che la bambina avrà buone probabilità di diventare omosessuale anche lei.

Ma non solo. Dobbiamo tenere presente che le unioni omosessuali sono spesso molto instabili. Difficilmente i due partners resistono insieme molto a lungo ed il nucleo familiare si sfascia molto velocemente. L´orfanello che proviene da un´esperienza traumatica quale l`abbandono si trova quindi a rivivere un trauma decisamente non necessario.
Vi sono anche altri problemi. Il tasso di violenza domestica é nettamente più alto nelle coppie omosessuali, così come la propensione ai disturbi di ordine psicologico. I gay e le lesbiche presentano un tasso quasi doppio di suicidio tentato o meditato oltre a problemi connessi  con l`abuso di sostanze stupefacenti.
Ecco allora che il bambino adottato -che normalmente presenta già all`inizio particolari esigenze o carenze affettive- si trova nelle mani di una coppia instabile e con problemi ed il suo sfogo naturale sarà la droga, il rifiuto del cibo o gli insuccessi scolastici.

Uno degli argomenti largamente utilizzati da chi sponsorizza le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso é che per un bambino é meglio vivere in una famiglia ancorché con due padri o due madri, piuttosto che rimanere tristemente in un orfanotrofio.
Rassicuriamo con piacere queste persone così sensibili alla sorte degli orfanelli: oggigiorno, a causa della caduta libera del tasso di natalità, i bambini dati in adozione sono diminuiti moltissimo e le coppie normali che desiderano adottare devono cercare il proprio figlio fino ai confini del mondo.
Direi quindi che il rischio della scelta tra famiglia omosessuale o triste orfanotrofio, fortunatamente, non si presenta proprio.

Benedetta Buttiglione Salazar

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