Croci e delizie della famiglia Salazar

L’angoscia della morte

È arci-noto a tutti che il pensiero della morte è una delle prime angosce che attanagliano il piccolo cuore dei bambini. Comincia con i pianti per il dolore della separazione che avvertono a partire dagli 8 mesi circa, fino alle innumerevoli domande che cominciano a porre verso i 6 anni, direi. Libri e libri, manuali e manuali di psicologia, insieme a riviste femminili di ogni ordine e grado spiegano ai solerti genitori come porsi di fronte al problema per essere in grado di rispondere nel più rassicurante dei modi agli inevitabili interrogatori che prima o poi arriveranno.

Mi sentivo quindi preparatissima per affrontare il momento cruciale  e tranquillizzzare con serenità i miei pargoletti.

“Mamma, che ne sarà di noi se tu e papà morite domani?” chiese innocentemente Sofia in macchina mentre andavamo a scuola.

“Amore, niente, non ti devi preoccupare, a parte il fatto che c’è un’alta probabilità che nè papà nè io moriremo domani, immagino che andrete a vivere con i nonni.”

“Ah…ok…ma se poi muoiono anche i nonni?”

“Allora andrete a vivere con Nanci o Chiara”

“A Roma?”

“Certo amore, a Roma”

“E andremo a scuola in italiano?”

“Sì”, confermai con dolcezza

“YUPPI!!!!!!!” gridarono all’unisono le 4 belvette che trasportavo ad una scuola olandese.

Mini-club

Correva l’anno del Signore 2007, era il mese di aprile e Carolina sarebbe nata di lì a molto poco. Con terrore vedevo avvicinarsi le due settimane di vacanze pasquali che la scuola belga malignamente concede ai bambini, a danno dei genitori. Decidemmo perciò di iscrivere i tre  piccoli Salazar ad un Mini-club dove avrebbero trascorso un po’ di tempo giocando ed il resto della giornata annoiandosi a morte. In compenso lo pagavamo carissimo.

“Ragazzi, fantastico! Oggi niente scuola, si va tutti al Mini-club!” attacco con un falso entusiasmo che non inganna nessuno.

“Bleah…! Che cos’ è? Io non ci voglio andare!” “neanch’io!” “neanch’io!”

“Ma ragazzi, se non sapete neanche di che si tratta, si gioca, si disegna, si fa un po’ di ginnastica!”

“Bleah! Bleah! Bleah!”

“OK, adesso basta, giacche e scarpe, fuori e non si discute.”

Si dava il caso che proprio in quei giorni avevamo assunto la nostra prima filippina fissa, una ragazza che sembrava tanto carina, di nome Emelisa.

L’avevamo presentata il primo giorno ai bambini e poi eravamo partiti per il famoso Mini-club.

Due o tre giorni dopo, tornando a casa la sera trovo Kiko ai piedi delle scale che grida a squarciagola: “mini-club! Mini-club!”.

Mi guardo intorno, non vedo niente o nessuno a cui Kiko potesse fare riferimento.

“Mini-club! Mini-club!” Kiko continuava sconsolato.

“Oddio, é impazzito” penso subito.

“Kiko amore, ma cosa gridi?”

“Chiamo Mini-club, ma non viene!”

Ci misi almeno 30 secondi per rendermi conto che aveva confuso le due novità avvenute lo stesso giorno e stava perciò chiamando, secondo lui, la filippina.

Religione

Temo sempre moltissimo i tragitti in macchina per e dalla scuola in cui i piccoli Salazar approfittano per farmi le domande più difficili. Non so, forse il tepore della macchina riscaldata dal respiro di tutti e 5, mentre fuori piove e la visibilità è pari quasi a zero induce i bambini alla riflessione .

“Mamma, tu conosci Jesus Christ?”

“Chi?….BEEP!!! Ma guarda questo come guida! Non si vede un tubo…”

“Mamma…sì…Jesius le Christ, le fils de Dieu….tu lo conosci?”

“AH…sì… ecco….intendi….personalmente?, beh, ecco, so chi è, ma non l’ho ancora conosciuto di persona.”

Lezione di catechismo

“Il Paradiso è chiuso” ci annuncia spensieratamente Kiko mentre siamo tutti e 7 pigiati in macchina una domenica mattina diretti a Messa.

Prima che potessi provare a ribattere a questa affermazione che ritenevo piuttosto disperata ed intavolassi un dibattito sulla grandezza della misericordia divina, Sofia chiese improvvisamente interessata:

“maddai! E tu come lo sai?”

“beh ecco, perchè c’erano Adam ed Eva nel giardino pieno di frutta, potevano mangiare tutto quello che volevano tranne le mele, ma poi arriva un serpente..”

“ma non era un serpente…c’était le diable!” corregge Sofia saputella.

“sì, le diable, dice a Eva che possono mangiare anche le mele, allora le mangiano, arriva Dio e si arrabbia e chiude il Paradiso.”

“ ma perché? Solo perchè avevano mangiato delle mele? Ma non ti sembra un po’ esagerato?”

“beh…effettivamente sì….solo per delle mele….”

Fisiognomica

Fin da piccolissimi i piccoli Salazar hanno avuto una spiccatissima capacità di osservazione, riuscendo a cogliere anche i minimi dettagli di un vasto insieme. Il pediatra mi aveva detto che crescendo la avrebbero perduta e così forse è stato per tutti, ma non per Kiko.

“Mamma, come nascono i bambini?”

“O mio Dio” pensai subito dentro di me “ ecco arrivato il momento a cui però non sono ancora preparata, secondo i miei studi non arriva a soli 5 anni, Santo Cielo ho un figlio precoce e non so cosa rispondere….prendi tempo, prendi tempo.”

“mmmhhh….in che senso amore mio?”

“Sì, come nascono…che forma hanno quando nascono?”

“Ahh!!” ricominciai a respirare normalmente “beh..ecco, come te, come le tue sorelle, come Mariana per esempio.”

“Ma la testa…che forma ha la testa quando nasciamo?”

“Ma amore…che vuol dire che forma?” chiesi ottusamente.

“Sì…ronde per esempio!”

“Ah ecco, certo, i bambini quando nascono hanno la testa rotonda.”

“Tutti?”

“Sì, amore, tutti” confermai con un sorriso

“Anche tu?”

“Certo, amore, anche io.”

“E allora a te quand’ è che è diventata così …come un uovo?”

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